Il 19 Dicembre 2014 in Roma presso il Campidoglio ho partecipato alla premiazione del Concorso Gioacchino Belli.
L’Accademia a Lui intitolata, durante l’evento ha consegnato l’Antologia contenente le poesie di alcuni finalisti.
Pubblico il mio “trittico” dedicandolo a chi di Voi vorrà leggere.

ALZHEIMER
Pugnale nell’anima mia
sei tu che non ci sei,
occhi incantati nel vuoto
mentre stai sulla luna,
un film mille volte guardato,
tortura che riporta al passato,
Sono io su quell’altalena,
sei tu che protendi le mani,
sorrisi e parole d’amore,
sei tu, mamma, quella signora.
Lo so che non può capitare
ma guardami prima di andare,
pronuncia una volta il mio nome
nell’ultimo stante d’amore.
Elisa Barone

L’ULTIMA VISIONE
(AUSCHWITZ)
In quel cortile triste
volava un uccellino,
bambini li ammucchiati,
nei loro pigiamini,
sapevano che a loro
mancavano le ali
per liberarsi in cielo
e poi andare verso il mare,
andare verso i prati
a cogliere ogni fiore
ed a sentir profumi
ed a veder colori
di farfalle variegate,
no il nero del traliccio
e del filo spinato.
La musica non c’era,
urlavano parole
quegli uomini cattivi
armati di pistola.
Le lacrime non c’erano,
erano già cadute,
le mamme eran lontane
ed erano perdute.
Oggi toccava a loro
seguire quei signori,
varcare quella porta
dell’ultima prigione
e l’uccellino in volo
fu l’ultima visione.
Elisa Barone

SINDONE
L’immagine sfocata sulla tela
dicono sia di Cristo Redentore,
dicono sia l’immagine dell’uomo
straziato da quegli empi e traditori.
Chi si avvicina ne immagina il sudore
e vuole scorgere l’impronta del Signore
mentre i pensieri diventano preghiera
e brividi percorrono la schiena.
Da secoli tramandano la tela,
da secoli quel volto che si scorge
mostra il dolore per tutto quanto il male
che quel rumore ancora fa ascoltare,
rumore di quei chiodi martellati,
sopra la croce su cui l’hanno buttato
e secoli di guerre ed odio vero
tanto dolore ancora hanno causato.
Forse se l’uomo non odiasse l’uomo
quell’ombra un po’ intravista o vagheggiata,
connoterebbe non soltanto il viso,
ma i tratti più distesi di un sorriso.
Elisa Barone